Andrea, raccontaci un po' il tuo lavoro in ICAD Sistemi.
Mi occupo di progettazione e implementazione di soluzioni informatiche: analisi dei requisiti, design delle soluzioni, implementazione, verifica del corretto funzionamento e installazione. È un lavoro molto vario, che cambia spesso in base ai carichi. A volte passo giornate intere sull'analisi, altre volte sono immerso nello sviluppo e nei test. In entrambi i casi, il tempo vola.
Quando hai iniziato a usare strumenti di intelligenza artificiale nel tuo lavoro?
Verso la metà del 2023. All'inizio lo usavo per velocizzare operazioni semplici e compiti ripetitivi. Col tempo, però, sia gli strumenti sono migliorati sia il modo in cui li utilizzo: oggi l'AI è diventata un vero assistente — mi supporta negli studi, nelle ricerche, nella comparazione di soluzioni e nello sviluppo.
In quali attività l'AI si è rivelata più utile?
È difficile individuarne una sola, perché dà un contributo su moltissimi aspetti. Ho notato un aumento di produttività importante nella scrittura del codice, dall'implementazione di piccoli snippet all'individuazione di difetti negli algoritmi. Ma è anche un ottimo alleato quando si tratta di analizzare problemi, fare brainstorming o consultare documentazione tecnica: riesce a fornire risposte sintetiche e pertinenti in modo molto rapido.
C'è un processo che oggi funziona in modo significativamente diverso rispetto a prima?
Sì, sicuramente la ricerca delle informazioni. Nel mio lavoro si usano strumenti che evolvono molto velocemente, quindi studiare documentazione tecnica è una parte importante della routine. Da quando esiste l'AI, consultare manuali e raggiungere un buon livello di conoscenza su un argomento è diventato molto più semplice e veloce. Anche l'approccio allo sviluppo è cambiato: il modo in cui ci si confronta con i problemi è diverso.
Qual è stato l'uso dell'AI che ti ha sorpreso di più?
La capacità di raffinare e rifattorizzare le soluzioni. Io non uso l'AI per il quadro generale, ma su aspetti specifici e circoscritti, ed è proprio lì che rende meglio: quando il perimetro è stretto, riesce spesso a trovare soluzioni efficaci ed eleganti. È una cosa che continua a sorprendermi.
Hai notato un impatto sulla produttività del team?
Assolutamente sì. Il raggiungimento degli obiettivi è stato accelerato, così come le attività di problem solving. Dal mio punto di vista è uno strumento che migliora concretamente la qualità del lavoro.
Nei prossimi anni, quale processo pensi potrebbe migliorare ulteriormente grazie all'AI?
Confido che ci sarà sempre più spazio alla creatività e meno alle attività più macchinose. L'AI potrà permetterci di concentrarci maggiormente sul design delle soluzioni, lasciando alla macchina la parte più implementativa. E questo, per chi fa il mio lavoro, è una prospettiva molto interessante.
In una frase: l'AI è uno strumento, un acceleratore o un cambio di paradigma?
È uno strumento che aiuta la creatività, l'efficienza e la produttività e come tutti gli strumenti, va saputo usare. Anche Internet, decenni fa, ci poneva le stesse domande.
